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Piccoli Comuni: serve un fondo regionale per gli investimenti

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Il Fondo Strategico è uno strumento che spesso premia i più “grandi” e magari meno chi ha bisogno. Da qui una piccola e semplice proposta. Destinare strutturalmente il 20% del Fondo Strategico Regionale, ogni anno, ai piccoli comuni, per gli interventi su ambiente, sviluppo e welfare. Con poco, si può fare molto.

Mentre in questi giorni, a Olona in provincia di Varese, si tiene la convention nazionale dell’Anci sui piccoli Comuni (le amministrazioni con meno di 5 mila abitanti), assieme a Mauro Righello stiamo predisponendo una proposta a sostegno dei piccoli Comuni liguri.

in Liguria le amministrazioni sotto i 5 mila abitanti sono 183, il 78% del totale, e gestiscono quasi quattro mila chilometri quadrati di territorio (circa il 72%). Nei piccoli Comuni liguri vivono circa 250 mila abitanti, pari al 16% della popolazione regionale, con picchi molto alti nel savonese (il 25% degli abitanti della provincia) e nello spezzino (il 33%).

Oltre alle azioni già messe in atto dallo Stato in questi anni – come la Legge Realacci del 2017 – ci sono ancora molte questioni aperte da risolvere, come lo spopolamento e la crisi delle sviluppo, due elementi negativi a cui vanno contrapposte le potenzialità di questi territori.

La proposta in sostanza è questa: destinare, strutturalmente, il 20% del Fondo strategico regionale a questi 183 Comuni liguri. Per fare cosa? Per avviare una serie di interventi, attraverso bandi di progettazione, per la difesa dell’assetto idrogeologico, la messa in sicurezza della viabilità e degli edifici pubblici (puntando anche sull’efficientamento energetico), il sostegno all’imprenditoria giovanile, ai servizi socio-sanitari e ai prodotti locali.

L’obiettivo è migliorare la qualità della vita della popolazione di quel tessuto sociale per reinsediare i cittadini in quei Comuni e decongestionare le grandi città. L’idea è sperimentare, per qualche anno, questi bandi, in modo da misurare l’efficacia di tali misure sul territorio.

Una misura strutturale che accompagnerebbe quanto fatto dai Governi nazionali, in particolare con la citata legge 158 del 2017, oltre alla strategia “aree interne” e alle azioni proattive che Anci sta portando avanti anche con le cooperative di comunità che Legacoop sta impiantando per offrire servizi alla popolazione e occasioni occupazionali per i giovani.

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