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Superticket. Diamoci un taglio, anche in Liguria

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Ci sono 1,5 milioni di euro stanziati dallo Stato per ridurre il superticket di 10 euro per prestazione, a partire dai più deboli. Serve un piano per famiglie e soggetti fragili. La Regione Liguria è in ritardo.

Dal 2011, quando paghiamo una ricetta medica per un esame o una prestazione, ognuno di noi si vede caricato un costo, uguale per tutti, di 10 euro. Questa tassa piatta si chiama superticket e da tempo si discute di eliminarlo, perché rappresenta un modo sbagliato di gestire la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria che in Italia costa ogni anno quasi 3 miliardi, tra farmaci, analisi, visite specialistiche e prestazioni di pronto soccorso

Il superticket è una tassa estremamente ingiusta perché

  • pesa di più sui redditi bassi.
  • è fonte di diseguaglianze in quanto applicata in maniera diversa tra le Regioni.
  • determina per molte prestazioni uno spostamento verso il più concorrenziale mercato privato, dove gli esami costano meno e vengono effettuati prima
  • si traduce nei fatti in uno svantaggio per le casse della sanità pubblica, tant’è che il gettito effettivo è la metà di quello ipotizzato.

Alcune Regioni hanno da tempo provato a rendere più equo questo sistema, prevedendo esenzioni, modifiche dei superticket. Recentemente l’Emilia Romagna l’ha nei fatti recentemente abolito.

Non la Liguria, dove il superticket di 10 euro per ricetta rimane pressoché identico da tempo. A dicembre scorso, nell’ultima legge di Bilancio Regionale, è stato accolto un emendamento mio e del gruppo del Partito Democratico in cui si chiedeva di predisporre un Piano di riduzione dei superticket anche nella nostra Regione

“La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, adotta, nei limiti delle risorse disponibili, misure di rimodulazione della quota aggiuntiva per prestazioni di diagnostica e specialistica di cui all’articolo 17, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.”.

Legge Regionale 34/2016 modificata dalla legge regionale 30/2018

Ad oggi questo Piano non è ancora stato presentato. Motivo per cui ho presentato una interpellanza, che si può leggere qui, per sollecitare la Giunta Regionale ad intervenire sul tema.

La vicenda è urgente perché a livello nazionale, tramite intesa Stato-Regioni, sono stati stanziati a marzo definitivamente 60 milioni di euro per sterilizzare gli effetti iniqui del superticket, ripartendole tra le Regioni italiane.

Per ottenere questo contributo nazionale, bisogna però presentare un Piano di Azione sui superticket spiegando come e dove si vuole ridurli. Altrimenti questo fondo per Regione Liguria non scatterà.

Per la Liguria sono stati previsti 1.455.203 euro, una cifra in grado di dare una prima risposta soprattutto alle fasce più deboli della popolazione.

Banalizzando, per la Liguria questo piano significherebbe cancellare oltre 140.000 superticket sulle prestazioni in Liguria (o dimezzarne quasi 300.000).

Si possono fare diversi tipi di intervento: aumentare la fascia di esenzione per reddito ISEE, decidere di dare priorità alle famiglie con più figli, cancellare il ticket per la digitalizzazione, pagato per le prestazioni specialistiche di diagnostica per immagini.

La cancellazione dei superticket è un tema di civiltà e di equità. I costi troppo elevati per gli esami e le cure, le liste di attese troppo lunghe, stanno producendo una meccanismo perverso.

Chi può, paga e si rivolge al privato. E spesso paga meno. Chi non può farlo, aspetta. O spesso rinuncia a curarsi.

Nel 2017 (dati ISTAT) sono stati 4 milioni gli italiani che hanno rinunciato alle cure per motivi economici 8 ( il 6,8% della popolazione italiana), mentre 2 milioni di persone vi hanno rinunciato per le liste di attesa troppo lunghe

È tempo di intervenire, con urgenza.

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