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La crisi, pagata dai bambini

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Leggere il rapporto di Save the Children “Il tempo dei bambini. Atlante dell’infanzia a rischio” mette in fila dati durissimi sulla condizione dei minori nel nostro Paese.
Il primo punto che è emerge è che la crisi l’hanno pagata i bambini, più di tutte le altre generazioni.

Il grafico lo evidenzia chiaramente

Povertà relativa per fascia di età. Differenza 2008-2018

Da quando dieci anni fa è iniziata la crisi economica i minori che vivono in una condizione di povertà assoluta sono triplicati, arrivando a 1.2 milioni.

Sono nati 136.000 bambini in meno

1 minore su 7 abbandona la scuola

1 milione di “nuovi italiani”,senza una legge che li definisca italiani

il 37% dei minori vive solo nelle grandi città

il 14% ha subito sfratti e/o vive in condizioni abitative non a misura di bambino, nonostante 2 milioni di case sfitte.

Dai dati di questo atlante si leggono tutte le disuguaglianze del nostro paese: tra centri urbani e aree interne, tra centri e periferie, tra nord e sud, tra ricchi e poveri, tra italiani e stranieri, tra esposti al cambiamento climatico o più protetti, tra comunità inclusive o meno.
Disuguaglianze ambientali, economiche, geografica, sociali, che spesso, troppo spesso si tramandano tra le generazioni. Una dote, ma negativa, una condizione che porta gravi ripercussioni nel lungo periodo, nella vita e futuro dei ragazzi.

E in Liguria?

La Liguria purtroppo non sta meglio del resto del Paese: il numero dei minori che si trovano in uno stato di povertà relativo negli ultimi 10 anni è triplicato arrivando all’ 11.3%, precisamente in linea con il dato nazionale, il 20% che non studia e non lavora e oltre il 12% che abbandonano la scuola.

Emergenza educativa: Se guardiamo i dati della dispersione scolastica e dei NEET, la Liguria si trova tra le regioni che in questi dieci anni sono peggiorate: più dispersione, più giovani che non studiano e non lavorano.

Povertà educativa e nuove tendenze
La nostra Regione è, tra quelle del Nord una di quelle meno reattive al tema della lettura e molto di più dedicate a quelle della connessione. Un tema da indagare, soprattutto il secondo, per capirne le cause e le prospettive.

Servizi per l’infanzia
Il grafico rende plasticamente evidente la frattura tra nord e sud del Paese (ed ecco perché il tema degli asili nido, da tempo – troppo – trascurato è diventato centrale nella manovra finanziaria di questo Governo. Bene, ma è solo l’inizio). La Liguria è andata all’indietro rispetto al reso del paese, nella presa in carico dei minori in questi dieci anni.

Nuovi italiani
Sono più di un milione i ragazzi in attesa di cittadinanza, ma che vivono pienamente nella nostra comunità nazionale. La Liguria è una delle regioni dove in questi dieci anni la presenza di nuovi italiani è cresciuta di più, il doppio della media nazionale.

Si tratta di una prima panoramica di dati su cui riflettere per agire. Il tema centrale, la povertà minorile ed educativa che purtroppo si è trasformata in questi anni da eccezione ad emergenza arrivando oggi ad essere strutturale. Ma non è destino, è figlia di scelte e di ritardi: l’Italia tra annunci di aumenti nella spesa di bilancio nelle politiche sociali, continua a non avere un piano strategico per l’infanzia e l’adolescenza investendo comunque sempre risorse insufficienti in servizi sociali ed educativi, creando pericolosi disequilibri e lasciando proprio quelle famiglie che avrebbero maggior bisogno di aiuto ad affrontare la crisi economica da soli.

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