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Nessuna misura in Regione sulla povertà. Solo polemiche

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Toti attacca il governo dopo la pubblicazione del report dell’Istat secondo cui 4,7 milioni di italiani vivono in povertà assoluta e, come tutti i populisti che cavalcano le paure e strumentalizzano la sofferenza, punta il dito contro lo ius soli (che nulla c’entra con questi dati drammatici). Ma il governatore ligure si “dimentica” di dire che sono stati proprio i governi Renzi e Gentiloni che, per la prima volta, hanno affrontato di petto l’allarme povertà, istituendo – tramite un decreto approvato poi dalle Camere – il reddito di inclusione, che prevede un sostegno fino a 480 euro al mese per circa 1,8 milioni di persone.

Una misura concreta di contrasto alla povertà assoluta, che il Gruppo consiliare del Pd in Liguria, prima ancora del via libera del Parlamento, aveva provato a portare anche sul nostro territorio, per allargare la platea dei beneficiari. Ma pur trattandosi di una proposta di legge assolutamente sostenibile (si parla di un primo intervento di 2,5 milioni di euro di risorse dell’Ente a cui si aggiungono i 16 milioni di euro in arrivo in Liguria dallo Stato grazie al decreto del governo), la maggioranza guidata da Toti ha deciso di bocciarla. Insomma: il Pd a livello nazionale (dove governa) e a livello ligure (dov’è all’opposizione) ha presentato delle misure concrete di contrasto alla povertà; Toti e il centrodestra però si sono sempre messi di traverso, salvo poi dire l’esatto contrario per meri fini elettorali. Invece che attaccare il governo centrale Toti dovrebbe spiegare perché, nell’ultimo anno, in Liguria si siano persi 20 mila posti, senza dimenticare che anche nella nostra regione è stato riscontrato un preoccupante innalzamento dei livelli di povertà. 

Ma al di là delle polemiche, il Gruppo del Pd è disponibile a ragionare su un pacchetto condiviso di interventi per contrastare la povertà sul nostro territorio. Toti abbandoni la solita propaganda e lavori a questo progetto insieme a tutte le forze politiche, coinvolgendo anche le tante associazioni laiche e cattoliche che da tempo lottano contro l’indigenza. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. 

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