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Chiavari: il Sindaco di Capua e la fuga da Italgas

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La vicenda del nuovo progetto residenziale nell’ex Area Italgas di Via Trieste a Chiavari si arricchisce di una nuova pagina. Triste.

Facciamo un rapido riassunto delle puntate precedenti, per capire meglio.

Qui c’è il punto con Piazza Levante per ricostruire la vicenda dagli inizi.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza sulla questione "area Ex Italgas" e sul Piano Urbanistico Comunale di #Chiavari. Qui l’intervista per Piazza Levante.

Posted by Luca Garibaldi on Thursday, July 4, 2019

La questione nasce da lontano: durante l’estate la città viene a sapere che è in via di definizione un importante ipotesi di intervento residenziale in Via Trieste, a fianco del nuovo ex Tribunale di Chiavari. Un’area già molto compromessa e che si troverebbe a vedere nuovi insediamenti residenziali, senza i necessari servizi.

L’intervento viene vissuto e raccontato dall’Amministrazione Comunale e in particolare dal Sindaco Di Capua, come un intervento “a sua insaputa”, su cui non si poteva fare altro che rammaricarsi e alzare le braccia al cielo, perché le responsabilità e le procedure erano sempre in capo ad un altro ente, in particolare modo Regione Liguria.

Da qui, la necessità di fare un po’ chiarezza, con una interrogazione rivolta agli uffici regionali.

Qui la ricostruzione completa, da cui si evincono alcuni punti essenziali

La Regione sottolinea, in maniera piuttosto forte, la marcata differenza tra due indirizzi politici: quello della precedente amministrazione, con gli spazi di via Trieste destinati a parcheggi e aree verdi; e quello dell’attuale amministrazione, con la prospettiva di due palazzi alti sette piani. Aver fatto scadere il Piano Urbanistico che avrebbe fermato tutto questo è, infatti, un preciso atto politico, la cui responsabilità ricade totalmente sugli attuali amministratori.

La Regione non entra nel merito, né commenta, i comunicati stampa privi di contraddittorio del Comune di Chiavari e indica quindi Palazzo Bianco come destinatario di ogni tipo di richiesta sulla complessa questione.
Del declassamento, a livello idrogeologico, dell’area di via Trieste, che ha dato il via libera alla presentazione del progetto da parte di Italgas, non si è occupato l’assessorato all’Urbanistica. Occorrerà chiedere all’assessorato alla Protezione Civile e Difesa del Suolo e, contestualmente, alla Città Metropolitana.

La Regione conferma che con il Puc di Levaggi non si sarebbe potuto costruire in via Trieste, visto che l’area, prima dell’ingresso delle varianti in itinere proposte dall’amministrazione Di Capua, “era compresa in un ambito destinato a servizi di urbanizzazione di interesse generale”. 

La Regione spiega che, proprio a seguito delle modifiche in itinere al Puc, l’area in questione ammette ora interventi di nuova costruzione.

La Regione conferma che il progetto di Italgas è effettivamente al vaglio degli uffici comunali. In parole semplici: chiedete al Comune.

Qui non si tratta di difendere un Piano Urbanistico Comunale rispetto alle modifiche attuali. Entrambi sono negativi. Il punto è ricostruire la catena delle responsabilità e capire come intervenire, evitando di raccontare falsità ai cittadini di Chiavari e in particolare modo a chi da tempo contesta questo intervento.

Come si rileva da diverse carte e documentazioni, il Comune sapeva dal 2018 di questo possibile intervento e, invece che intervenire, ha attivamente modificato il PUC, dando maggiori margini di manovra al privato.

Su questo tema si sono svolti due consigli Comunali, a luglio e l’ultimo il 26 di agosto. Consigli Comunali indicativi del gioco delle tre carte interno a chi amministra la città. Un gioco che recentemente è emerso chiaramente.

In sintesi, vi è il Sindaco, che detiene la delega all’urbanistica e dovrebbe rispondere delle iniziative assunte dalla sua Giunta, ma afferma che non è d’accordo sulla vicenda Italgas. C’è chi ha svolto un incarico di consulenza sull’urbanistica, che contesta le decisioni della Giunta. E chi, pur non avendo attualmente incarichi sull’urbanistica, interviene attivamente nella discussione, spesso eleggendosi interprete, vero o presunto, del pensiero del Sindaco.

Con il risultato che ad oggi vi è una fuga di tutta la giunta e maggioranza dalla vicenda Italgas. Chi si è iscritto al Comitato che lo contesta, chi ne contesta l’applicabilità, chi si vanta di averlo bloccato, chi, come il Sindaco, dice che lui è contrario, ma vota contro a proposte che gli diano la forza di bloccare l’operazione.

Nell’ultimo Consiglio Comunale, convocato dal Capogruppo PD Lino Cama e dalle altre opposizioni, si è poi esplicitata una frattura nella maggioranza: il Consigliere Gianni Giardini, dopo aver contestato la vicenda, ha votato con le opposizioni. Silente l’altro gruppo “aggregato” alla maggioranza, Partecip@ttiva, che nel passato si era caratterizzato con posizioni nette nei confronti delle colate di cemento, mentre ora ha diligentemente sostenuto l’iniziativa della Giunta.

Alcune ore dopo, la notizia che la maggioranza ha “cacciato” il Consigliere Comunale Giardini per le sue pesanti dichiarazioni in merito alla vicenda Italgas, su cui si discuterà in un prossimo consiglio comunale.

Una vicenda che denota nervosismo in maggioranza, e una mancata chiarezza nei confronti della città. Gli spazi per contrastare questa operazione sono già piuttosto stretti: se il residuo tempo viene impiegato per litigare e non per costruire soluzioni, l’effetto (voluto?) è che le possibilità di modifica si riducano sempre di più, fino ad annullarsi. Eppure, volendo, si potrebbe riaprire una riflessione su servizi, interventi, riqualificazione dell’area, mettendo al centro l’interesse pubblico e non l’approvazione o meno di un progetto – privato – che anche dal punto di vista economico sembra difficile, visto i notevoli costi della bonifica.

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