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Area Tribunale di Chiavari. Buone notizie e cattivi presagi

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In questi giorni attorno all’area del nuovo ex Tribunale di Chiavari si sono concentrati due fuochi di discussioni. Il primo – positivo – riguarda l’utilizzo dell’edificio del nuovo Tribunale di Chiavari, mai entrato in servizio per la chiusura dei piccoli tribunali nel 2011. Il secondo, il progetto di cementificazione nell’area immediatamente a fianco del depuratore, quella di proprietà di Italgas, dove dovrebbero sorgere nuovi appartamenti in una zona già congestionata.

Partiamo dalle buone notizie – con l’inaugurazione di venerdì si completa la riorganizzazione degli spazi del Tribunale di Chiavari che diventa un Polo dei Servizi al cittadino: dopo la sede della Guardia di Finanza, l’introduzione dello Sportello di Prossimità avviato dai governi Pd, si è arrivati alla conclusione con l’arrivo prima dell’Agenzia delle Entrate, e poi con l’inserimento degli uffici INPS e del Centro per l’Impiego. Su quest’ultimi ero già intervenuto più volte per segnalare i ritardi nella programmazione di questi spostamenti, con il rischio che Chiavari non trovasse soluzioni idonee, a causa dello scadere di diversi contratti d’affitto nelle loro rispettive sedi. L’interlocuzione con il Tribunale di Genova e il Ministero per svincolare a mano a mano gli spazi per consentirne utilizzi diversi da quelli giudiziari è stato positivo.

E questo dato, il fatto di aver centrato nell’area del nuovo ex Tribunale di Chiavari così tanti servizi ai cittadini dovrebbe far riflettere ancora di più sulle operazioni immobiliari che rischiano di sorgere lì a fianco. Non prevedere servizi, parcheggi, spazi, e congestionare con un nuovo centro residenziale quell’area è una scelta insensata e contraddittoria rispetto anche a come l’amministrazione comunale attuale sta sbandierando il risultato della nuova “cittadella del pubblico”

E qui stiamo ai cattivi presagi: il progetto di cementificazione dell’area ex Italgas a Chiavari per mesi è stato giustificato dalla Giunta Di Capua come un’ operazione su cui non si poteva far nulla, dando la colpa a soggetti sempre diversi. Quasi se fosse nato ad insaputa del Sindaco. Ora dopo diversi mesi di contestazioni, dopo aver perso un pezzo di maggioranza, la notizia di questi giorni è che il Sindaco Di Capua ha dichiarato in Consiglio che vuole aprire un confronto con la proprietà per provare a capire se si può rivedere il progetto. Alla buon’ora. Ma mi permetto di dire che non basta. La vicenda Italgas e più in generale il Piano Urbanistico Comunale necessitano di un’ operazione di trasparenza e coinvolgimento della città. Cosa che non è avvenuta finora ma che è necessaria. L’immagine dell’Amministrazione che in questi mesi sul caso Italgas cambia versioni, attacca chi contesta, aderisce a comitati contro le proprie decisoni, scarica responsabilità, è stata francamente avvilente. E ad oggi non è ancora così chiaro come mai si è arrivati a questo punto, tra errori ed omissioni varie. Per cui gli annunci di Di Capua non bastano se non seguono azioni concrete, chiare e trasparenti. E ora diventa ancora più determinante avere una visione strategica di quell’area, perchè non sono compatibili una presenza di così tanti servizi ai cittadini con un intervento edilizio che non prevede, neppure per loro, spazi, aree verdi, parcheggi, spazi comuni.

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